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"Qual
vuol grazia ed a Te non ricorre...
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Innumerevoli
le testimonianze delle grazie ricevute da coloro che con fede |
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La Vergine è invocata per difendersi
dall'aggressore |
La famiglia Massari, salvata dall'incidente | La Vergine salva la bambina dagli zoccoli del cavallo |
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P.G.R. |
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23 Dicembre
1836 |
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| 1837 Donna Maria Costante, benedettina nel monastero di S.Angelo in Vado (PU), era da circa quaranta giorni ammalata di forte infiammazione alla gola, che le impediva di articolar parola. Inutilmente le furono praticati i più potenti rimedi dell'arte; ma untasi con l'olio della B.Vergine della Cella di Bonora, alla terza volta si liberò nel modo più assoluto di tale infermità |
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| 6
Maggio 1837 Teresa Guidi Giungi di San Marino per lo spazio di venti anni veniva a brevi intervalli di tempo assalita da convulsioni, che la lasciavano fuori dei sensi. Riusciti inutili i sussidi umani ricorse alla protezione della Madonna di Bonora, e la sua speranza non rimase delusa, perché in breve vide scomparire ogni segno d'infermità. |
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| 18 Agosto
1837 Annunziata figlia di Pietro Ciavatta della parrocchia di Bordonchio di Rimini per dieci mesi soggiacque ad infermità di mente. Fatto ricorso alla Vergine della Cella di Bonora riacquistò tutta la potenza delle sue facoltà intellettuali. |
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| 6 Giugno
1905 Virginia Urbinati di Rimini venne ricoverata all'ospedale per curarsi di grave emorragia interna. Erasi deciso di sottoporla ad atto operatorio; ma per timore che la sofferente dovesse soccombere, l'operazione veniva di giorno in giorno protratta. L'inferma allora si rivolse fiduciosa a Maria Santissima venerata sotto il titolo di Maria della Grazia nella chiesa detta di Bonora, la cui immagine teneva presso di sé e dopo 52 giorni senza essere operata uscì dall'ospedale in perfetto stato di salute. Questo fatto ha narrato la nominata Virginia Urbinati che, a piedi, si è recata al Santuario di Bonora per ringraziare la Celeste sua Benefattrice della grazia ricevuta. |
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| 14
Giugno 2002 La sera del 14 giugno 2002, cinque giovani tra i 18 e i 22 anni, stavano percorrendo, a bordo di un'auto, la strada che collega Forlì a San Benedetto in Alpe nell'Appennino tosco-romagnolo. Era circa mezzanotte. I ragazzi erano i riminesi Giovanni Pirozzi (proprietario della macchina) e Paolo Zannoni (alla guida), Andrea Marconi di Reggio-Emilia, Michele Navacchia e Giacomo Babini di Forlì. A causa della velocità l'auto ha sbandato in una curva, appena prima di un ponte, e, imboccando un punto in cui il guardrail era mancante è precipitata di sotto facendo un volo di circa 20 metri nel torrente sottostante. Come gesto di riconoscenza, per la grazia ricevuta (l'auto era stata benedetta al Santuario della Madonna di Bonora appena acquistata) è stato fatto realizzare un ex voto dalla pittrice riccionese Anna Tedaldi. |
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